Silibina Fitosoma® come risorsa preziosa nella gestione e nel supporto della salute epatica
L’alimentazione gioca un ruolo cruciale nel migliorare la condizione epatica anche grazie all’apporto di determinati polifenoli.
La metanalisi The Effectiveness of Curcumin, Resveratrol, and Silymarin on MASLD: A Systematic Review and Meta-Analysis, pubblicata su Food Science and Nutrition, ha approfondito gli effetti di un noto polifenolo, la silimarina, – sulla MASLD, dimostrandone l’importante potenziale nella gestione di questa patologia.
Silimarina: un alleato per ridurre le transaminasi
La silimarina, estratta dal cardo mariano, ha dimostrato di avere un forte impatto positivo sulla riduzione dei livelli di ALT (MD: −6.44 U/L,) e AST (MD: −6.99 U/L), due enzimi epatici che, quando elevati, sono chiari indicatori di danno al fegato.
Questo effetto benefico è stato coerentemente osservato in oltre 20 studi clinici inclusi nella metanalisi.
I meccanismi attraverso cui la silimarina agisce sono multifattoriali e complessi e coinvolgono principalmente:
- azione antiossidante: protegge le cellule epatiche dai danni causati dai radicali liberi;
- effetto antinfiammatorio: riduce l’attivazione di vie proinfiammatorie nel fegato, contribuendo a ridurre il danno tissutale;
- supporto alla funzione epatica: promuove la rigenerazione delle cellule epatiche e ne migliora la funzionalità ribosomiale, aumentando la produzione di glutatione.
I risultati di questa metanalisi suggeriscono dunque come la silimarina possa rappresentare un valido supporto nella gestione della MAFLD.
Limiti e soluzioni
Tuttavia, una delle maggiori limitazioni nell’uso di estratti erbali a base di polifenoli è il basso assorbimento e la rapida eliminazione da parte dell’organismo.
Inoltre, l’attività della silimarina, nome comune dell’estratto di Silybum marianum, si deve a tre flavonoidi di cui la silibina è il più attivo.
Tutto ciò si concretizza nell’importanza di ovviare a questo problema per migliorare l’efficacia delle molecole più attive scegliendo consapevolmente di utilizzare nutraceutici ad alta biodisponibilità, che può essere ottenuta attraverso diversi sistemi.
Innovativo è indubbiamente il Siliphos®, a base di Silibina Fitosoma®, reperibile in commercio nella formulazione del nutraceutico Hepa G®: qui, la silibina è coniugata con il lipide fosfatidilcolina al fine di generare un complesso ibrido che permette di aumentare la solubilità facilitandone il trasporto attraverso le membrane cellulari, rendendo il preparato altamente biodisponibile.
Alla luce di queste considerazioni, si potrebbe valutare l’uso di silimarina nei programmi nutrizionali dei pazienti con MAFLD, come strategia integrativa nel trattamento di questa patologia.
