Asse intestino – vescica: il ruolo della disbiosi intestinale nelle UTI recidivanti
La review The Role of the Gut Microbiome in Urinary Tract Infections: a Narrative Review ha indagato il legame tra disbiosi intestinale e aumento del rischio di UTI ricorrenti.
Gli autori confermano che il microbiota intestinale non è un semplice spettatore nell’ insorgenza delle recidive: la sua alterazione, ovvero la disbiosi intestinale, rappresenta un fattore chiave nella patogenesi delle UTI ricorrenti.
Escherichia coli uropatogeno (UPEC) è responsabile dell’80–90% delle UTI nelle donne.
Assenza di SCFA
Quando nell’intestino si altera questo equilibrio, in seguito a ripetute terapie antibiotiche, cattiva alimentazione o altri fattori, si instaura una condizione di disbiosi, che può compromettere l’integrità della barriera intestinale.
Diversi studi hanno riscontrato una riduzione significativa della biodiversità intestinale nei pazienti con UTI rispetto ai controlli sani, suggerendo che un microbiota impoverito favorisca il passaggio di UPEC nel tratto urinario.
Questo passaggio è dovuto alla carenza di acidi grassi a catena corta (SCFA), soprattutto butirrato e acetato, i quali svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’integrità mucosale.
La review riporta infatti che in tutti gli studi analizzati, i pazienti con UTI presentavano una ridotta butirrato-produzione.
“Intestinal overbloom” di UPEC: un coli buono può contrastarla
Un altro fenomeno cruciale emerso dalla letteratura è il cosiddetto “intestinal overbloom”: un’espansione transitoria e abnorme di UPEC nell’intestino che può precedere o accompagnare l’insorgenza di UTI.
Gli studi scientifici confermano che le recidive di UTI sono spesso precedute da una sovracrescita intestinale dello stesso ceppo uropatogeno identificato nelle urine.
Questo dato rafforza l’ipotesi di un asse intestino-vescica: il serbatoio intestinale alimenta direttamente le infezioni ascendenti.
La somministrazione di antibiotici aggrava ulteriormente questa condizione di disbiosi e aumenta il rischio di nuovi episodi.
Dalla Terapia Batterica di Precisione, un’opportunità concreta per prevenire le recidive e ripristinare una corretta funzione barriera è rappresentata da Colipral®: Probiotico di Precisione contenete un ceppo moderno di E. coli non patogeno (Escherichia coli 5C).
Questo ceppo di coli vanta numerose peculiarità:
- altamente performante nel colonizzare l’epitelio colonico, grazie alla capacità di sostituirsi agli UPEC competendo con questi ultimi per i siti di adesione
- riduzione della permeabilità della barriera intestinale attraverso la produzione di acetato, che sarà poi convertito in butirrato dai batteri butirrato-produttori. Il ripristino della funzione barriera evita la traslocazione degli uropatogeni in vescica e prostata tramite circolo linfatico
- azione antinfiammatoria e immunomodulante mediante rilascio di IL-10 e IL-12p70.
Riconoscere la relazione tra l’integrità della barriera intestinale e la traslocazione batterica in vescica apre scenari terapeutici di grande interesse clinico. In quest’ottica, la Terapia Batterica di Precisione con E. coli 5C rappresenta oggi una proposta innovativa: agendo direttamente sul principale serbatoio del patogeno, è possibile trasformare l’intestino da fonte di recidive a ostacolo attivo alla sopravvivenza del batterio.
