Cimicifuga racemosa iCR: la qualità dell’estratto fa la differenza
Le vampate di calore, la sudorazione e i repentini sbalzi umorali rappresentano alcuni dei disturbi più comuni della menopausa. Sebbene la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) sia considerata il trattamento di riferimento, molte donne ricercano opzioni non ormonali supportate da dati scientifici affidabili.

Tra le sostanze fitoterapiche maggiormente studiate troviamo la Cimicifuga racemosa (Black Cohosh).
Tuttavia, un aspetto fondamentale viene spesso trascurato: non tutti gli estratti di Cimicifuga sono equivalenti e non tutti dispongono dello stesso livello di documentazione in clinica.
Per chiarire questo aspetto, review valuta esclusivamente estratti medicinali standardizzati di Cimicifuga, analizzando le prove disponibili secondo i criteri della medicina basata sull’evidenza.
Dei 105 studi inizialmente individuati, soltanto 19 pubblicazioni hanno soddisfatto i criteri richiesti per l’analisi finale.
Cimicifuga racemosa iCR: efficacia e sicurezza nei disturbi climaterici
Nel complesso sono stati valutati 18 studi clinici che hanno coinvolto oltre 10.284 donne con sintomi menopausali. All’interno di questo panorama, l’estratto isopropanolico di Cimicifuga racemosa (Remifemin®) si è distinto per quantità e qualità delle evidenze disponibili.
Ben 9 studi clinici riguardavano questo specifico estratto, per un totale di oltre 9.300 donne trattate: più del 90% delle pazienti considerate nell’intera revisione.
I risultati hanno evidenziato un miglioramento dei sintomi vasomotori, come vampate e sudorazioni, ma anche di manifestazioni psicologiche frequentemente associate alla menopausa, tra cui irritabilità, nervosismo e irrequietezza.
Grazie alla robustezza dei dati disponibili, l’estratto isopropanolico ha ottenuto dall’ Università di Oxford il più elevato Livello di Evidenza Oxford (LOE 1b) e il massimo Grado di Raccomandazione (GR A) tra tutti gli estratti di Cimicifuga valutati.
Nelle donne con sintomi climaterici che non desiderano la TOS, iCR rappresenta un’opportunità terapeutica grazie alla comprovata efficacia (LOE 1b) e al massimo grado di raccomandazione (GR A).
