Effetti antipertensivi dall’integrazione con Nigella sativa: fatti, non solo parole
La Nigella sativa, o cumino nero, ha una ben documentata attività antiipertensiva.
La review e meta-analisi Antihypertensive effects of Nigella sativa supplementation: an updated systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials, valuta l’effetto della Nigella sativa sui parametri della pressione arteriosa.
Selezione dei migliori studi clinici
Nello studio sono stati selezionati vari lavori clinici sull’utilizzo della Nigella in ambito antipertensivo, selezionando accuratamente solo quegli studi che presentavano una certa qualità.
La selezione ha condotto all’analisi meta-analitica di 22 studi clinici, pubblicati tra il 2008 e il 2022, per un totale di più di 1500 soggetti arruolati, in cui la Nigella era stata utilizzata in estratti secchi ed oleosi, per un periodo variabile dalle 4 alle 16 settimane.
Dai risultati dell’analisi è emersa l’efficacia statisticamente significativa della nigella nel ridurre, già dopo circa 8 settimane:
- la pressione arteriosa sistolica,
- la pressione arteriosa diastolica.
In generale, l’analisi ha quindi rivelato un significativo effetto antiipertensivo degli estratti di nigella, sia sulla componente sistolica che diastolica quando paragonati al placebo, senza rischio di generare fenomeni ipotensivi.
Quali meccanismi chiave della N. sativa?
Il meccanismo d’azione della nigella, che sta alla base della sua azione antiipertensiva, è dovuto principalmente all’attività antiossidante, collegata in particolare alla presenza di timochinone -principale composto attivo- negli estratti.
Lo stress ossidativo, infatti, gioca un ruolo cruciale nella patofisiologia dell’ipertensione e una sua riduzione può condurre ad un miglioramento della funzione endoteliale.
Numerosi studi hanno avvalorato l’azione antiossidante della Nigella sativa, in particolare la sua capacità di ridurre efficacemente la malondialdeide, uno dei parametri principali per la valutazione dello stress ossidativo, prodotta durante il processo di perossidazione lipidica a causa dell’azione dei radicali liberi e responsabile dei danni all’epitelio vascolare.
Nondimeno, in letteratura è riportato come l’effetto antiossidante della nigella risulterebbe decisamente più marcato nei soggetti ipertesi, rispetto ai normotesi, ponendola come strumento nutraceutico chiave per tutti quei pazienti con lieve ipertensione o in add-on ai farmaci ipertensivi nel caso di conclamata ipertensione.
