Gestire il prurito vulvare senza ricadere nella terapia cortisonica è concretamente possibile?

Lo studio clinico randomizzato, controllato Post-steroid management of chronic vulvar itching with a topical formula containing natural anti-itching and anti-inflammatory actives valuta l’uso di un preparato topico, non steroideo, ad azione antiinfiammatoria ed antiprurito (Zantogin® crema), nel mantenere l’assenza di sintomi post-trattamento cortisonico in donne con diagnosi di dermatite vulvare o lichen simplex.

Risultati clinici

96 pazienti, di cui 36 con dermatite da contatto, 29 con dermatite allergica e 31 con lichen simplex sono state trattate localmente con una crema topica contenente mometasone furoato 0.1% (MF) per 15 giorni, con l’obiettivo di azzerare i sintomi prima dell’inizio dello studio.

A seguire, le arruolate sono state randomizzate e trattate o con Zantogin® crema, preparato multi-componente contenente principi attivi naturali dotati di azione anti-infiammatoria e anti-prurito, o con una crema placebo, entrambe a 1 applicazione/die per 60 giorni; le donne di entrambi i gruppi sono state lasciate libere di ricorrere ancora all’applicazione della crema MF qualora avessero avvertito nuovamente sintomatologia durante lo studio.

Al termine dei 2 mesi sono stati registrati i seguenti risultati:

  • nel gruppo Zantogin® crema solo il 15% delle pazienti ha fatto ricorso alla crema corticosteroidea, contro l’89% del gruppo placebo (-83%, p<0.01);
  • nel gruppo Zantogin® crema si sono avute 23 applicazioni totali della crema cortisonica, contro le ben 682 applicazioni nel gruppo placebo (-97%, p<0.01).

Zantogin® crema rappresenta dunque, a pieno titolo, una valida opzione di mantenimento, capace di ridurre significativamente la recidiva dei sintomi e il ricorso agli steroidi.

Nuova possibilità per la ginecologia moderna

Questo approccio innovativo suggerito dagli autori potrebbe migliorare il paradigma terapeutico del prurito vulvare cronico e recidivante, specie nei casi in cui il trattamento a lungo termine con cortisonici è sconsigliato o mal tollerato; in più, l’uso di estratti fitoterapici standardizzati e veicolati in forma fitosomiale appare promettente per il miglioramento della compliance, grazie a una tollerabilità cutanea superiore e a un profilo di sicurezza favorevole.

Affidarsi esclusivamente ai corticosteroidi può non essere sufficiente né auspicabile e l’introduzione di soluzioni topiche naturali, supportate da evidenze cliniche e biologiche, rappresenta una nuova frontiera terapeutica particolarmente rilevante nella ginecologia moderna orientata alla personalizzazione e alla sostenibilità del trattamento.