L. crispatus M247 è il primo probiotico mirato per affrontare le sfide dell’infertilità femminile
Le cause femminili di infertilità includono infezioni sessualmente trasmesse, anomalie tubo-peritoneali, endometriosi, anomalie anatomiche uterine, nonché disturbi autoimmuni, genetici ed endocrini.
Dato che un microbiota vaginale disbiotico, non dominato da L. crispatus, è stato proposto come possibile fattore aggiuntivo, lo studio clinico italiano osservazionale, retrospettivo Effect of L. crispatus M247 Administration on Pregnancy Outcomes in Women Undergoing IVF: A Controlled, Retrospective, Observational, and Open-Label Study valuta la somministrazione del probiotico L. crispatus M247 nell’aumentare i tassi di gravidanza e di nati vivi nelle donne sottoposte a procedure di fecondazione assistita.
Risultati clinici
Sono state arruolate 160 donne infertili, età media 38 anni e BMI medio di 22, divise in due gruppi e sottoposte a tecniche di PMA come segue: metà delle donne è stata trattata con terapia ormonale + 1 stick/die per 3 mesi di CRISPACT, probiotico di precisione a base di L. crispatus M247, iniziandone l’assunzione in concomitanza con la terapia di sincronizzazione ovarica, mentre l’altra metà è stata trattata con la sola terapia ormonale, fungendo da controllo.
Dai dati si evince come nelle pazienti trattate con CRISPACT, vs controllo, si registra un incremento:
- del 36% del numero di gravidanze cliniche,
- dell’88% dei test di gravidanza positivi nelle donne sottoposte a embryo-transfer D5 (tecnica più usata),
- del 67% del numero dei bambini nati vivi,
indicando un ruolo positivo esercitato dalla terapia probiotica.
Considerando la diade madre-bambino, non è stata osservata alcuna differenza significativa tra i due gruppi per quanto riguarda età e BMI della madre, epoca gestazionale, peso e sesso del bambino e modalità del parto.
Risonanza internazionale e prospettive future
Da letteratura più recente, il L. crispatus sembra favorire la gravidanza perché in grado di ancorarsi alle cellule endometriali occupando i siti di aggancio al posto dei patogeni, e prevenendo così le reazioni immunitarie causanti aborti spontanei ripetuti.
Tutto ciò è stato indirettamente dimostrato anche da questo studio, confermando come CRISPACT abbia aumentato le probabilità di concepimento e abbia favorito l’esito positivo della gravidanza, possibilmente grazie alla sua ben documentata azione eubiotica sui fattori predisponenti gli aborti spontanei ripetuti, ovvero producendo notevoli quantità di acido lattico e di H2O2 (attività virucida e battericida), più di altri L. crispatus, e competendo direttamente con i patogeni vaginali.
Ultimo, ma non per importanza, questo studio clinico è il primo, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, a dimostrare l’efficacia di un intervento probiotico con un ceppo mirato di crispatus nel favorire la buona riuscita della fecondazione artificiale.
