L. crispatus M247 sempre più protagonista nella lotta all’infezione da HPV
Il nuovo studio randomizzato, controllato con placebo, in singolo-cieco, pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific reports del gruppo Nature, dal titolo Effect of orally administered L. crispatus M247 in favoring HR-HPV clearance and CST shift: results from a randomized, multi-center, placebo-controlled trial, valuta il ruolo esercitato dal trattamento con il ceppo L. crispatus M247 (Crispact®) nell’indurre la clearance da HPV-HR e la concomitante modifica del CST di partenza delle pazienti.
Risultati dopo 4 mesi di trattamento
Sono state arruolate 62 donne con diagnosi di infezione da HPV senza lesioni cervicali visibili alla colposcopia e sono state divise in due gruppi: 40 sono state trattate con 1 stick/die di Crispact®, contenente non meno di 20 mld UFC/dose di L. crispatus M247 vivo e vitale, per un totale di 4 mesi.
Le restanti hanno funto da gruppo controllo, assumendo un placebo per la medesima durata dove il ceppo probiotico è stato sostituito con eccipiente inattivo, la maltodestrina.
I risultati parlano chiaro poiché, dopo 4 mesi, il trattamento col probiotico di precisione ha aumentato significativamente, rispetto al controllo:
- la clearance dell’HPV, portando ad un raddoppio della clearance virale rispetto al gruppo placebo (60% vs 31,8%),
- il numero di PAP-test negativi (83,3% vs 71,4%), favorendo anche l’eubiosi del microbiota vaginale.
La compliance è stata eccellente, attestandosi a un punteggio non inferiore a 95%, e non sono stati rilevati effetti avversi rispetto alla terapia col placebo.
Obiettivi complementari e prospettive concrete
È stata inoltre condotta l’analisi del microbiota vaginale su tutte le pazienti, mettendo in relazione la condizione pre- e post-trattamento con Crispact® e dimostrando la relazione tra clearance osservata e: una ridotta ricchezza microbica vaginale, una maggior abbondanza relativa di L. crispatus e un aumento del numero di donne con un microbiota CST I a dominanza crispatus.
In particolare, a differenza del gruppo placebo, in cui si è ottenuta una riduzione della quota di L. crispatus, nel gruppo trattato con Crispact® si è riscontrato un raddoppio della quota di L. crispatus rispetto al basale (+140%), e una riduzione della quota di comuni patogeni vaginali associati alla presenza di HPV, come la Gardnerella (-50%).
Tutto quello che è stato detto finora può collegare intuitivamente la capacità di Crispact® di modulare il microbiota vaginale in senso eubiotico con la sua capacità già dimostrata in altri studi di favorire la clearance dell’infezione da HPV; di certo, tutte le prove scientifiche attualmente raccolte sono incoraggianti sulla potenziale efficacia del trattamento con il ceppo M247, protagonista di questo nuovo studio che, per l’importanza dei risultati e lo spessore della rivista su cui è pubblicato, può essere considerato a pieno titolo una pietra miliare per il trattamento dell’infezione da HPV.
