Lactobacillus crispatus è il marker microbiologico di un endometrio favorevole alla FIV
Il successo dell’impianto dipende da fattori embrionali e materni.
Mentre la selezione embrionale ha ridotto l’impatto dei fattori embrionali, il ruolo dell’ambiente endometriale rimane nebuloso, anche se studi recenti hanno dimostrato che la cavità uterina non è sterile e che anche il microbiota endometriale influisce sugli outcome della fecondazione in vitro (FIV).
Lo studio appena pubblicato Effect of improvement in the endometrial microbiome on in vitro fertilization outcomes analizza il microbiota endometriale di 257 pazienti, sottoposte a FIV, mediante il sequenziamento di nuova generazione NGS.
Outcome di gravidanza
È ormai ben noto che un microbiota dominato da Lactobacillus (>90%, definito Lactobacillus-Dominant Microbiome, LDM) è associato a tassi di gravidanza e di nati vivi significativamente più elevati.
Le pazienti di questo trial sono state classificate in base alla percentuale ottenuta di Lactobacillus spp. in due gruppi, il primo “LDM” (≥90% dominanza Lactobacillus), il secondo “non-LDM” (<90% NON dominanza Lactobacillus).
Dai risultati è emerso che:
- Al baseline, il 38,9% delle pazienti era non-LDM;
- nei casi non-LDM erano frequentemente presenti Gardnerella e altri batteri associati a vaginosi batterica;
- nei casi non-LDM, il trattamento con metronidazolo ha portato a un miglioramento del microbiota (conversione a LDM) nell’81,4% dei casi.
Tutti questi dati concordano con la letteratura scientifica più recente sull’argomento infertilità.
L’elemento di maggior interesse è però, in questo caso, un altro, ovvero come l’effetto di Lactobacillus sugli outcome di gravidanza sia risultato dipendente dalla specie:
- Lactobacillus crispatus e Lactobacillus gasseri sono associati a migliori tassi di gravidanza;
- Lactobacillus iners, al contrario, è associato a outcome peggiori quando rappresenta una quota elevata del microbiota (≥ 74,2%).
In questo studio, circa il 21% delle pazienti LDM presentava una dominanza di L. iners ≥74,2%, suggerendo come anche alcune pazienti formalmente LDM potrebbero beneficiare di un trattamento mirato al ripristino della giusta specie.
Lattobacilli sì, ma quali?
Questi risultati presi insieme suggeriscono che, ai fini del successo della FIV, sono rilevanti non solo la presenza ma anche la specifica specie di Lactobacillus, e che un trattamento mirato del microbiota potrebbe migliorare gli esiti riproduttivi: la presenza predominante di L. crispatus identifica un microbiota realmente favorevole alla gravidanza, mentre una LDM dominata da L. iners può richiedere ulteriori strategie terapeutiche o di modulazione del microbiota.
