Normalizzare la citologia cervicale post infezione da HPV è clinicamente realtà

Lactobacillus crispatus è estremamente ridotto o assente in donne con infezione da HPV e ripristinare l’equilibrio del microbiota vaginale permetterebbe, secondo gli studi attualmente presenti in letteratura, di favorire la clearance dell’HPV.

Partendo da queste premesse, il recente studio clinico italiano controllato, randomizzato Lactobacillus crispatus M247 oral administration: Is it really an effective strategy in the management of papillomavirus‑infected women? indaga i benefici della somministrazione a lungo termine del L. crispatus M247 in donne con infezione da HPV e alterazioni citologiche di basso grado alla cervice uterina.

Ancora conferme sulla bontà del ceppo M247

Nello studio sono state arruolate 160 donne di età compresa tra 30 e 64 anni, con positività ad HPV e con Pap test positivo per ASCUS (presenza di cellule squamose atipiche di incerto significato) o L-SIL (presenza di lesione intraepiteliale squamosa di basso grado).

Queste pazienti sono state randomizzate in 2 gruppi:

  • 80 hanno assunto Crispact®, probiotico contenente crispatus M247 per 3 mesi,
  • 80 hanno costituito il gruppo controllo.

Il follow-up è stato concepito come segue: ogni 6 mesi con PAP-test, colposcopia e valutazione microbiologica; HPV-DNA test a 12 mesi.

Al termine dei 12 mesi di studio, il 62% delle pazienti trattate con Crispact® ha avuto una normalizzazione della citologia, contro il 41% delle donne del gruppo controllo: l’efficacia del probiotico è quindi stata superiore, in modo statisticamente significativo, rispetto al gruppo non trattato (p=0,041).

L’aderenza alla terapia è stata >98%, tutte le pazienti si sono presentate al follow-up e il trattamento è risultato univocamente ben tollerato.

Prospettive future

I risultati di questo studio sono complementari al trial Oral administration of Lactobacillus crispatus M247 to papillomavirus-infected women: Results of a preliminary, uncontrolled, open trial, che già aveva dimostrato come Crispact® migliorasse la salute del microbiota vaginale portando, di conseguenza, ad un aumento della negativizzazione dall’HPV e della normalizzazione citologica.

Anche in questo secondo studio, la somministrazione orale prolungata di Lactobacillus crispatus M247 si è dimostrata sicura e associata a un tasso più elevato di normalizzazione del PAP-test nelle donne con infezione da HPV e citologia di basso grado: questi dati, seppur preliminari, presi insieme rafforzano l’ipotesi che il supporto al microbiota possa rappresentare un alleato imprescindibile nella gestione conservativa delle pazienti HPV-positive, specialmente quando si mira a preservare la fertilità e ridurre procedure invasive.

L’integrazione con Crispact® potrebbe persino essere considerata come opzione complementare al follow-up tradizionale, in attesa di ulteriori conferme sulla clearance virologica.