Persistenza batterica nelle UTI acute: la causa nascosta dei fallimenti antibiotici?
Per molti anni le ricorrenze di UTI sono state considerate come eventi causati da nuovi ceppi di E. coli.
I dati della letteratura scientifica confermano che nella maggior parte dei casi, si tratta della riattivazione dello stesso ceppo, capace di sopravvivere nell’ospite in uno stato “dormiente” durante la terapia antibiotica.
Persistenza batterica: meccanismi e implicazioni cliniche
La review Recurrent Urinary Tract Infections (UTIs): A Review and Proposal for Clinicians approfondisce la problematica della persistenza batterica, un fenomeno per cui il batterio non è geneticamente resistente ma fenotipicamente tollerante all’antibiotico.
Durante il trattamento, infatti, una piccola sottopopolazione (le “persister cells”) entra in uno stato metabolicamente quiescente che la rende insensibile all’azione antibiotica.
Questo meccanismo si distingue dalla resistenza antibiotica, mutazione genetica (spesso acquisita da altri batteri) che consente al patogeno di crescere nonostante la presenza di antibiotico.
Il fenomeno della persistenza risulta particolarmente evidente quando E. coli crea biofilm a livello colonico, consentendo ai batteri al suo interno di eludere la riposta immunitaria dell’ospite e di sopravvivere anche quando sottoposti a stress esterni.
Alla sospensione del trattamento, i batteri riprendono la replicazione e determinano una nuova manifestazione sintomatologica.
In questo specifico quadro clinico la terapia antibiotica standard per la cistite acuta risulta insufficiente ad eradicare completamente i patogeni, specie quelli che persistono in uno stato metabolicamente ridotto.
Strategie terapeutiche per prevenire le recidive
Nella review viene proposta come strategia per eradicare i batteri dormienti la terapia antibiotica pulsata. Quest’ultima consiste in un trattamento ad intermittenza, finalizzato a colpire ciclicamente i batteri che si riattivano dopo la sospensione antibiotica.
Questo approccio richiede ovviamente un’accurata selezione del paziente da parte del clinico, privilegiando i casi refrattari alle terapie standard.
Un’altra soluzione non farmacologica per trattare le recidive è Colipral®, Probiotico di Precisione che rappresenta un approccio innovativo in quanto propone di utilizzare ceppi probiotici tipizzati di E. coli non patogeni.
Questi ceppi di coli vantano numerose peculiarità:
- altamente performanti nel colonizzare l’epitelio colonico,
- capacità di sostituirsi agli uropatogeni competendo con questi ultimi per i siti di adesione,
- riduzione della permeabilità della barriera intestinale, evitando la traslocazione degli UPEC in vescica e prostata tramite circolo linfatico
- azione antinfiammatoria e immunomodulante mediante rilascio di IL-10 e IL-12p70.
La terapia pulsata e la Terapia Batterica di Precisione rappresentano senza dubbio una nuova opportunità nella gestione dei pazienti soggetti ad UTI, al fine di prevenire le recidive.
