Recente meta-analisi conferma l’efficacia della quercetina sull’iperuricemia lieve o moderata
La recente metanalisi, The effect of Quercetin supplementation on hyperuricemia-related biochemical and renal outcomes in animal models: a systematic review and meta-analysis (pubblicata il 9 gennaio 2026) valuta gli effetti dell’integrazione con quercetina sugli indici della funzione renale, sullo stress ossidativo e sui biomarcatori infiammatori indotti da elevati livelli di acido urico sierico.
Iperuricemia come fattore di rischio cardiovascolare da attenzionare
L’iperuricemia, caratterizzata da livelli elevati di acido urico sierico (≥ 6.7 mg/dl negli uomini o ≥ 5.8 mg/dl nelle femmine), è un fattore di rischio significativo per vari disturbi metabolici, tra cui gotta, malattie renali, ipertensione e complicazioni cardiovascolari.
Questa condizione deriva da un aumento della produzione di acido urico o da una compromessa escrezione renale.
La prevalenza globale dell’iperuricemia è in aumento, fino ad un 36% in alcune popolazioni.
Sebbene siano comunemente utilizzati agenti farmacologici come inibitori della xantina ossidasi (Allopurinolo, Febuxostat e Topirosxostat), così come gli uricosurici, il loro uso a lungo termine è associato a effetti avversi come reazioni di ipersensibilità, disturbi gastrointestinali, dolori muscolari, lieve aumento degli enzimi epatici ed eruzioni cutanee.
Le recenti evidenze circa l’attività anti-iperuricemica della quercetina
La quercetina è un flavonoide le cui proprietà terapeutiche includono effetti antiossidanti, antinfiammatori e anti-iperuricemici, rendendolo un candidato promettente per la gestione delle malattie metaboliche.
La Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha riconosciuto la quercetina con lo stato di “Generalmente Riconosciuta come Sicura” (GRAS).
I meccanismi d’azione della quercetina nel trattamento dell’iperuricemia includono:
- l’inibizione dell’enzima xantina ossidasi per ridurre la sintesi dell’acido urico;
- la modulazione dei trasportatori renali di urato tra cui il trasportatore di urato 1 (URAT1) e il trasportatore di glucosio 9 (GLUT9) per aumentare l’escrezione dell’acido urico;
- l’attenuazione dello stress ossidativo e dell’infiammazione da diversi meccanismi molecolari.
Queste azioni migliorano sia gli aspetti metabolici che quelli infiammatori dell’iperuricemia.
I dati a supporto della quercetina nell’iperuricemia
La metanalisi ha incluso diciassette casi di studi che complessivamente dimostrano come l’integrazione con quercetina abbia ridotto significativamente i livelli di acido urico sierico, creatinina, l’escrezione frazionata di acido urico e l’azoto ureico nel sangue.
Inoltre, i risultati dello studio evidenziano che la quercetina migliora anche lo stress ossidativo e i marcatori infiammatori, tra cui malondialdeide, superossido dismutasi, l’IL-6 e il TNF-a (p < 0,05).
Al contrario, l’integrazione con quercetina non riduce in modo significativo il colesterolo LDL (p > 0,05).
Le analisi dei sottogruppi hanno indicato che la dose e la durata dell’intervento influenzavano gli esiti, ma la direzione e l’entità variavano a seconda del biomarcatore specifico.
In conclusione, la quercetina si pone come una valida opportunità nutraceutica per controllare parametri di iperuricemia lieve o moderata al fine di ridurre le complicanze di tale dismetabolismo quali quelle cardiovascolari.
