Il microbiota orale e le sue connessioni con le patologie sistemiche
La cavità orale è una delle finestre di interazione più importanti tra il corpo umano e l’ambiente.
Nella review del 2022 Oral microbiota in human systematic diseases, vengono discusse le prove emergenti delle complesse e importanti connessioni tra i microbi orali e molteplici malattie sistemiche umane.
Percorso storico dello studio dei rapporti tra microbiota orale e malattie sistemiche
Il microbioma orale è una delle comunità microbiche più importanti e complesse del corpo umano, visto che ospita oltre 700 tipi di microrganismi, ed è anche una delle cinque priorità di ricerca, insieme alla cavità nasale, alla vagina, all’intestino e alla pelle, del Progetto Microbioma Umano (HMP).
Inoltre, ogni parte della cavità orale, oltre alla saliva, ospita popolazioni batteriche diverse e caratteristiche, rendendo il microbiota orale un soggetto difficile da definire univocamente.
Già nel 1891 venne avanzata la teoria delle infezioni focali orali, suggerendo che l’infezione microbica orale potesse colpire altre parti del corpo, in relazione a una varietà di malattie sistemiche.
Successivamente, si arrivò ad ipotizzare che le infezioni oro-dentali potessero essere causa di artrite reumatoide, nefrite, endocardite e altre patologie.
In tempi più recenti, grazie ai progressi della ricerca sul microbioma, è stata studiata l’associazione tra microbi orali e una varietà di malattie croniche umane, tra cui malattie infiammatorie intestinali, tumori, malattie cardiovascolari, morbo di Alzheimer, diabete, artrite reumatoide e parto pretermine.
Si è dunque arrivati a ritenere che l’infiammazione connessa alla parodontite cronica possa essere considerata come una “malattia sistemica di basso grado”, in grado di compromettere la salute dell’intero organismo o di peggiorare altre malattie sistemiche, agendo attraverso la via ematica.
Microbiota orale e malattie dell'apparato digerente
Gli adulti producono più di un litro di saliva ogni giorno, quasi interamente immessa nel tratto gastrointestinale.
Pertanto, il microbiota orale svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della stabilità interna del micro-ecosistema intestinale, in quanto importante riserva di batteri; i ceppi virulenti nella cavità orale migrano nell’intestino attraverso lo stomaco, influenzando il processo di molte malattie infiammatorie intestinali.
Porphyromonas gingivalis e Fusobacterium nucleatum sono i principali patogeni della malattia parodontale. L’infiammazione causata da P. gingivalis nella cavità orale può portare al disordine della struttura della comunità microbica intestinale, alla distruzione dell’integrità della barriera intestinale, all’induzione di endotossiemia e di una risposta infiammatoria sistemica.
In circostanze normali, F. nucleatum è quasi impossibile da rilevare nell’intestino, ma il batterio può arrivarci dalla bocca e così inibire la risposta immunitaria mediata dalle cellule T, promuovendo il progresso della malattia infiammatoria intestinale.
Batteri del genere Streptococcus, un colonizzatore precoce nella cavità orale, ma pure specie cariogene come Streptococcus mutans, possono colonizzare il tratto intestinale, dove inducono una down-regolazione del fattore di trascrizione nucleare NF-кB delle cellule epiteliali dell’intestino tenue e partecipare così al processo di infiammazione intestinale.
Studi sul microbioma orale dei pazienti con IBD hanno rilevato come fosse significativamente diverso da quello delle persone sane, risultando dominato da Streptococcus, Prevotella, Neisseria, Haemophilus e Veillonella, così come da Campylobacter, Klebsiella pneumoniae e F. nucleatum.
Microbiota orale e malattie epatiche
La flora orale dei pazienti con tumore al fegato è più diversificata e la sua composizione è significativamente diversa da quella delle persone sane; Bacillus, Leptotrichia, Actinomyces e Campylobacter presentano concentrazioni maggiori, mentre Haemophilus, Streptococcus e Pseudomonas presentano concentrazioni minori.
Nel microbiota intestinale di pazienti con cirrosi epatica è stato riscontrato un gran numero di microrganismi di derivazione orale, tra cui Veillonella, Streptococcus, Prevotella, Haemophilus, Lactobacillus e Clostridium.
Molti studi clinici hanno dimostrato che la parodontite da P. gingivalis sia un fattore di rischio per la genesi della steatosi epatica non alcolica (NASH) e che svolga un ruolo significativo anche nel decorso della malattia stessa; l’invasione di P. gingivalis nell’intestino può modificare la composizione del microbioma intestinale, aumentare la permeabilità della mucosa intestinale e la resistenza all’insulina, portare alla diffusione dei batteri intestinali al fegato e aumentare il contenuto di trigliceridi nel tessuto epatico.
Microbiota orale e tumori oro-esofagei
Un’ampia quantità di evidenze scientifiche dimostra che i microbi orali svolgono un ruolo importante nella proliferazione, nell’invasione e nella metastasi tumorale.
I microrganismi orali possono agire direttamente sull’insorgenza e sullo sviluppo dei tumori attraverso alcune citochine e vie metaboliche o promuovere la formazione, il deterioramento e la metastasi dei tumori regolando la risposta immunitaria tra tumori e organismo; i microbi orali che svolgono un ruolo in questo processo possono essere utilizzati come potenziali biomarcatori per lo studio dei tumori orali e per rilevarne lo sviluppo, come P. gingivalis, F. nucleatum e Treponema denticola nel carcinoma squamocellulare orale ed esofageo.
Microbiota orale e cancro del colon retto
Il cancro del colon-retto è uno dei tumori più maligni al mondo.
Numerosi studi clinici hanno dimostrato che Clostridium e F. nucleatum sono presenti in quantità maggiori nel cancro del colon-retto, suggerendo in particolare che F. nucleatum sia strettamente correlato all’insorgenza del cancro del colon-retto.
È stato infatti confermato che F. nucleatum può legarsi all’E-caderina sulla superficie delle cellule del cancro del colon-retto attraverso l’adesina FadA presente sulla sua superficie, invadendo così le cellule tumorali e promuovendone la proliferazione.
Microbiota orale materno e nascita pretermine
La nascita pretermine è il parto di un feto di età inferiore a 37 settimane di gravidanza o 259 giorni di gestazione. I risultati del sequenziamento metagenomico dei campioni microbici placentari hanno mostrato che la composizione del microbioma placentare è molto simile al microbioma orale se confrontata con quella della vagina, dell’intestino e delle vie respiratorie, il che indica che il meccanismo del parto pretermine può essere esplorato a partire dalle condizioni orali delle donne in gravidanza.
La proliferazione anomala di svariati microrganismi orali a livello della placenta può indurre la risposta infiammatoria dell’ospite, e quindi il rilascio di citochine infiammatorie può svolgere un ruolo più importante nel causare esiti avversi della gravidanza rispetto alla natura dei batteri stessi, tra i quli ritroviamo comunque P. gingivalis e F. nucleatum, ma anche Bergerella, Capnocytophaga gingivalis, Listeria monocytogenes, Tannerella forsythia, Treponema denticola, Peptostreptococcus micros, Streptococcus sanguis e Aggregatibacter actinomycetemcomitans.
Conclusioni e prospettive future
La relazione tra la struttura e la funzione dei microbi orali e l’equilibrio tra salute e malattia umana sta diventando più chiara.
Il rapido sviluppo della tecnologia di sequenziamento ad alto rendimento e della tecnologia bioinformatica ha reso possibile uno studio completo della composizione dei microbi orali.
Poiché il corpo umano è un “supercomplesso” composto da cellule umane e microrganismi, i microrganismi, in quanto secondo genoma che influenza la salute umana, possono insediarsi all’interno e sul corpo umano.
Tuttavia, rispetto al microbioma intestinale, lo studio del microbioma orale è ancora agli inizi.
Molti studi si sono concentrati sulla scoperta della diversità microbica e pochi hanno affrontato l’impatto della funzione della comunità, del background genetico dell’ospite, dello stile di vita e degli eventi della funzione biologica sul microbiota orale.
Comprendere i meccanismi specifici che mantengono e regolano l’equilibrio micro-ecologico orale è di grande importanza per la prevenzione e il trattamento sia delle malattie orali che di quelle sistemiche umane.
