Berberina e colesterolo: meccanismi d’azione e prospettive nutrizionali
La berberina (BBR), un alcaloide naturale estratto da diverse piante medicinali (come Berberis aristata), è tradizionalmente nota per le sue proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, ma ha acquisito un ruolo di rilievo in ambito nutrizionale per la modulazione del metabolismo glucidico e lipidico.
Lo studio Berberine inhibits cholesterol absorption in rats through multi-mechanisms ha offerto un contributo significativo alla comprensione dei meccanismi attraverso i quali la BBR può ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo, evidenziando un potenziale utilizzo come complemento nutraceutico nelle strategie di gestione della dislipidemia.
L’azione della BBR sull’assorbimento del colesterolo
I risultati dello studio hanno dimostrato che la BBR riduce significativamente i livelli plasmatici di LDL e colesterolo totale, agendo in maniera multifattoriale sull’assorbimento intestinale del colesterolo:

- La BBR interferisce con la micellarizzazione del colesterolo nel lume intestinale, impedendo così il trasporto passivo all’interno degli enterociti;
- La BBR riduce l’espressione dell’enzima ACAT2 (acetil-CoA acetiltransferasi 2) responsabile della conversione del colesterolo libero (CL) in colesterolo estere (CE), ostacolando di conseguenza l’ingresso del colesterolo nel circolo ematico. La reazione catalizzata da ACAT2 è infatti fondamentale affinché il colesterolo possa passare la membrana baso-laterale degli enterociti e raggiungere il flusso sanguigno.
Inoltre, la BBR è anche nota per stimolare l’espressione di recettori epatici e vie metaboliche che promuovono la captazione e la trasformazione del colesterolo LDL, contribuendo così a una modulazione complessiva dell’omeostasi lipidica.
I ricercatori, infine, hanno dimostrato sia in vitro che in vivo come la BBR agisca in modo dose-dipendente: l’assorbimento del colesterolo era significativamente inferiore nelle cellule trattate con 100 μg/mL di BBR per 20 ore e ulteriormente diminuito con l’aumento della concentrazione di BBR.
Implicazioni pratiche e prospettive future
Questi studi si aggiunge alla lunga lista di evidenze scientifiche e studi clinici che provano la validità e la sicurezza dell’uso di BBR come opzione nutraceutica per i soggetti con ipercolesterolemia lieve o moderata, in particolare nei casi in cui non sia ancora indicata una terapia farmacologica o come complemento a un piano dietetico personalizzato.
Va tuttavia sottolineato che la BBR risulta scarsamente assorbita ed è pertanto fondamentale che sia associata a molecole enhancer che ne aumentino l’assorbimento (come la silimarina) per aumentarne ulteriormente l’efficacia, al fine di migliorare la gestione non farmacologica della salute cardiovascolare.
