Dalla tavola al microcircolo: il ruolo del nutrizionista nella gestione della cellulite

La cellulite, nota anche come pannicolopatia edemato-fibrosclerotica, rappresenta una condizione multifattoriale che coinvolge alterazioni del tessuto connettivo e adiposo sottocutaneo, ritenzione idrica e stasi linfatica e si manifesta esteticamente con la caratteristica “pelle a buccia d’arancia”.

Pur non essendo una patologia in senso stretto, la cellulite ha impatti rilevanti sia sul benessere fisico che sull’autopercezione corporea, in particolare nelle donne, colpite inoltre l’85% dei casi.

L’intervento alimentare può dare un contributo chiave non solo al miglioramento dell’estetica, ma anche alla modulazione di processi sottostanti quali infiammazione cronica di basso grado, ritenzione idrica e alterazioni della microcircolazione: banalmente, la riduzione dell’introito di sodio aiuta a limitare l’accumulo di liquidi nei tessuti; un adeguato apporto di potassio, fibre e antiossidanti supporta il drenaggio linfatico e contrasta lo stress ossidativo associato all’infiammazione del tessuto adiposo; infine, una buona idratazione favorisce la mobilizzazione dei liquidi interstiziali e il funzionamento dei sistemi escretori.

In questo contesto, è crescente l’interesse verso soluzioni fitoterapiche che, affiancate al piano nutrizionale, possano agire direttamente sulla microcircolazione e sul drenaggio linfatico e lo studio clinico retrospettivo condotto da A. Bertuccioli, Use of a highly standardized mixture of Vitis vinifera, Ginkgo biloba and Melilotus officinalis extracts in the treatment of cellulite: a biopharmaceutical approach, si inserisce in questo filone, esplorando l’efficacia di una miscela altamente standardizzata di estratti vegetali (Carvelin®) in associazione a un programma motorio controllato. I risultati ottenuti offrono spunti interessanti per un approccio integrato al trattamento della cellulite.

Lo studio e i risultati

Lo studio pubblicato su Nutrafoods (aprile 2021) rappresenta un’indagine clinica retrospettiva condotta su 21 donne adulte, di età compresa tra 24 e 53 anni e BMI tra 19 e 30 kg/m2, suddivise in tre gruppi: un gruppo placebo, un gruppo a due compresse e un gruppo a tre compresse.

Tutte le partecipanti hanno seguito un programma motorio mirato assieme al trattamento.

Dopo 3 mesi, i due sottogruppi che hanno assunto Carvelin® hanno mostrato una maggiore riduzione della circonferenze delle anche e delle cosce rispetto al gruppo che ha assunto il placebo, particolarmente nel sottogruppo che assumeva due compresse al giorno (coscia prossimale 2.3 cm; metà coscia 1.4 cm) rispetto a tre (coscia prossimale 1.1 cm; metà coscia 1.3 cm) e al gruppo di controllo (coscia prossimale 0.1 cm; metà coscia 0.6 cm), mentre peso e al BMI non hanno mostrato variazioni significative.

Nonostante i risultanti interessanti la ridotta dimensione del campione analizzato ha reso la significatività statistica piuttosto esigua, tuttavia indicano un beneficio sul profilo antropometrico che può riflettersi in una diminuzione visibile dell’edema e dell’ingombro adiposo localizzato.

Meccanismo d’azione ed efficacia formulativa

Il razionale alla base dell’impiego dei tre estratti di Carvelin® è fondato sui meccanismi complementari che li caratterizzano:

  1. Ginkgo biloba, altamente biodisponibile in forma fitosomiale, migliora la microcircolazione, favorisce il flusso arterioso e capillare;
  2. leucocianidine della Vitis vinifera, in forma fitosomiale, sono ottimi antiossidanti che proteggono la parete vascolare dai danni ossidativi con miglioramento del flusso venoso;
  3. Melilotus officinalis agisce come drenante e tonico linfatico grazie alla cumarina (titolata al 20%), che promuove la contrattilità e il tono vascolare, l’azione fagocitaria e la proteolisi interstiziale, producendo un effetto antiedema e pro-linfocinetico, ulteriormente rafforzato dalla formulazione slow-release riduce l’effetto di first pass epatico incrementando la biodisponibilità del 35%.

In sintesi, questa miscela fitoterapica rappresenta un’opzione promettente da affiancare a una dieta iposodica, ricca di fibre e antiossidanti, con un focus specifico sul miglioramento della circolazione venosa e linfatica nei distretti a rischio cellulite.

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