Dispepsia funzionale, alimentazione mirata e Perilla frutescens

La dispepsia funzionale (FD) è comune ma resta una sfida: meccanismi diversi, come ipersensibilità viscerale, dismotilità, infiammazione di basso grado, alterazioni dell’asse intestino-cervello, concorrono a sintomi quali dolore/fastidio epigastrico, pienezza precoce, nausea post-prandiale.

La letteratura recente, come dimostra la review su Nutrients Food, Dietary Patterns, or Is Eating Behavior to Blame? Analyzing the Nutritional Aspects of Functional Dyspepsia, conferma il ruolo della dieta e dei comportamenti alimentari come modulanti chiave della sintomatologia e sottolinea come siano necessarie strategie integrate, in cui la dieta e alcuni nutraceutici possono fare la differenza.

Cosa emerge dalla letteratura sulla nutrizione

La review su Nutrients indica che pattern “occidentali” ricchi di grassi/ultra-processati e abitudini come il fast eating si associano a maggior rischio e severità, mentre un’impostazione mediterranea (fibre, legumi ben tollerati, pesce azzurro, olio EVO, cotture semplici) e il consumo di frutta/verdura correlano a migliore controllo dei sintomi; in casi selezionati può essere utile un periodo a ridotto carico fermentativo (con approccio di tipo Low-FODMAP ‘Bottom-up’) con l’obiettivo di identificare i trigger personali effettuando una reintroduzione guidata.

Risultano inoltre favorevoli le evidenze sui botanicals (es. zenzero, menta–carvi) come coadiuvanti.

Perilla frutescens: razionale e prospettive sinergiche

Tra i possibili botanicals la Perilla frutescens apporta diversi fitocomplessi acido rosmarinico, luteolina e apigenina – molecole con attività antinfiammatoria, antiossidante – e perilla-ketone – con attività miorilassante (antispastico) e procinetica sulla muscolatura liscia in particolare del duodeno. Tradotto nella pratica: potenziale beneficio su ipersensibilità duodeno-gastrica e spasmi, con supporto alla motilità post-prandiale.

Inoltre, la review evidenzia come dati preclinici ed esperienziali convergano sulla sinergia tra Perilla frutescens e Zingiber officinale (zenzero), che agiscono facilitando sia la motilità gastrica che quella duodenale, grazie all’estratto bifrazionato di Perilla frutescens (che contiene i diversi fitocomplessi) e ai gingeroli e shogaoli (che presentano proprietà antiemetiche), presenti nell’estratto di radice di zenzero da sempre impiegato nel trattamento di alcuni disturbi prettamente gastrici, quali nausea, vomito e dismotilità gastrica. Si osservano infatti miglioramenti del comfort epigastrico e della tolleranza al pasto, soprattutto nel fenotipo post-prandiale.

La combinazione tra questi due estratti (presente in commercio come Dispepril®) integrata al counselling dietetico centrato su pattern e comportamenti può rappresentare a pieno titolo un valido supporto per i pazienti con dispepsia funzionale, capace effettivamente di normalizzare i tempi di svuotamento gastrico e migliorare la sintomatologia epigastrica.

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