Microbiota e dieta chetogenica: evidenze e applicazioni cliniche di CBM588®
La dieta chetogenica è ampiamente impiegata nella gestione dell’obesità e in diverse condizioni neurologiche e metaboliche grazie alla sua efficacia clinica.
Tuttavia, la letteratura scientifica evidenzia come questo regime alimentare determini modificazioni rilevanti nella composizione del microbiota intestinale.
Lo studio italiano Clostridium butyricum Strain MIYAIRI 588 (CBM588) as a Precision Probiotic Therapy in the Ketogenic Diet: A Possible Application? ha analizzato i dati presenti in letteratura riguardanti le modifiche che una dieta chetogenica può indurre sul microbiota intestinale e ha individuato le possibili strategie per ridurre alcuni effetti negativi della dieta stessa.
Impatto della dieta chetogenica sul microbiota intestinale
Lo studio osserva un aumento di specifici taxa batterici associati al metabolismo lipidico, come i Bacteroides ed Enterobacteriaceae, dotate di lipopolisaccaridi (LPS), con possibili effetti proinfiammatori legati anche all’aumento della permeabilità intestinale.
Parallelamente, alcuni studi segnalano una riduzione della biodiversità complessiva che si accompagna alla diminuzione di batteri benefici, inclusi Bifidobacteria e Firmicutes produttori di butirrato.
Il butirrato, prodotto principalmente dalla fermentazione delle fibre, costituisce la fonte primaria di energia per i colonociti e svolge funzioni chiave nel rafforzamento della barriera epiteliale, alla modulazione della risposta immunitaria e alla regolazione dei processi infiammatori.
Nel complesso, questi cambiamenti suggeriscono che, accanto ai benefici clinici, la dieta chetogenica possa comportare criticità sul piano dell’equilibrio del microbiota e della salute della barriera intestinale, soprattutto in regimi prolungati.
Ripristinare la produzione endogena di questo metabolita diventa pertanto un obiettivo strategico per compensare alcuni effetti collaterali del regime chetogenico.
Clostridium butyricum CBM588® e dieta chetogenica
Alla luce di queste evidenze, l’articolo propone l’impiego di Clostridium butyricum MIYAIRI 588® (CBM588®), in commercio come Butirrisan®, come potenziale probiotico di precisione a supporto della dieta chetogenica.
Questo ceppo, ampiamente studiato per sicurezza ed efficacia, è caratterizzato da un’elevata capacità di colonizzazione intestinale e da una spiccata produzione di butirrato. Sembra inoltre capace di stimolare la crescita di altri Firmicutes butirrato-produttori, già residenti nel microbiota.
Attraverso la sintesi di acidi grassi a corta catena, CBM588® contribuisce al mantenimento della barriera intestinale, alla modulazione dell’infiammazione e al sostegno dell’immunità mucosale.
Gli autori ipotizzano che tali proprietà possano controbilanciare la riduzione dei batteri benefici indotta dalla dieta chetogenica, limitando l’infiammazione associata alla disbiosi e favorendo un ambiente intestinale più stabile.
In questa prospettiva, l’integrazione con CBM588® rappresenterebbe una strategia mirata per preservare la funzionalità del microbiota, migliorare la tollerabilità del protocollo nutrizionale e potenzialmente ottimizzarne gli esiti clinici.
