La quercetina attività di contrasto alla progressione e proliferazione del cancro del colon retto

l cancro al colon retto (CCR) è la terza causa principale di morte per cancro a livello mondiale.

Le anomalie genetiche ed epigenetiche influenzano fortemente l’origine e la progressione del CCR.

Nonostante i significativi progressi nei trattamenti terapeutico relativi, come la resezione chirurgica, la radioterapia e la chemioterapia, i pazienti necessitano ancora di una prognosi più avanzata e di nuove strategie terapeutiche.

La quercetina è una sostanza vegetale ad elevata attività antiossidante, antinfiammatoria e antiproliferativa. Lo studio “A Comprehensive Study on the Anti‑cancer Effects of Quercetin and Its Epigenetic Modifications in Arresting Progression of Colon Cancer Cell Proliferation” si è prefisso l’obiettivo di indagare il potenziale antitumorale e antinfiammatorio della quercetina e di esplorarne il ruolo come efficace regolatore epigenetico nelle cellule tumorali del colon primarie e metastatiche.

Obiettivi dello studio - quercetina vs CCR

I ricercatori coinvolti nello studio si sono proposti di chiarire l’effetto antitumorale e anti-invecchiamento della quercetina in varie linee cellulari di CCR.

L’effetto antiproliferativo della quercetina è stato valutato in vitro mediante il test CCK-8 in linee cellulari normali e di CCR. Per verificare il potenziale anti-invecchiamento della quercetina, sono stati eseguiti test di inibizione della collagenasi, dell’elastasi e dell’ialuronidasi.   

I test epigenetici e di danno al DNA sono stati eseguiti utilizzando kit ELISA per la Sirtuina-6 (deacetilasi NAD-dipendente) umana, il proteasoma 20S, la proteina Klotho, il citocromo-C e la telomerasi.

Inoltre, è stato eseguito il profilo di espressione dei miRNA (microRNA) associati all’invecchiamento su cellule di CCR.

Eziologia del CCR e potenzialità della quercetina

Si ritiene che svariati fattori siano associati ai tassi di morbilità e mortalità del cancro al colon, come ad esempio la dieta e lo stile di vita occidentali, l’insufficiente attività fisica, l’aumento di peso, le alterazioni genetiche e le modificazioni epigenetiche.

D’altra parte, l’accumulo di mutazioni genetiche e alterazioni epigenetiche può influenzare l’insorgenza e la trasformazione dell’adenocarcinoma non neoplastico in neoplasia colorettale.

Allo stesso modo, anche l’invecchiamento è un processo di declino progressivo che porta all’accumulo di mutazioni genetiche e modificazioni epigenetiche a livello cellulare, che possono in ultima analisi portare allo sviluppo di malattie associate all’età avanzata.

La quercetina ha un elevato valore terapeutico ed è dotata di varie attività cellulari, tra cui le attività anti-invecchiamento, antinfiammatoria, antitumorale e protettiva dei disturbi cardiovascolari; pertanto, la quercetina, tra i flavonoidi, è considerata potenzialmente bioattiva e utilizzabile in ambito medicinale per la terapia del cancro, sfruttandone le sue proprietà anti-invecchiamento, apoptotiche, antiproliferative e di modulazione epigenetica, sia nelle cellule epiteliali normali che nelle cellule tumorali del colon, sia primarie che metastatiche.

Attività rilevata della quercetina

Il trattamento con quercetina ha inibito la proliferazione delle cellule del CCR in modo dose-dipendente. La quercetina ha arrestato la crescita delle cellule del CCR modulando l’espressione delle proteine ​​dell’invecchiamento, tra cui Sirtuina-6 e Klotho, ed inibendo l’attività della telomerasi per limitare la lunghezza dei telomeri, come evidenziato dall’analisi qPCR.

La quercetina ha inoltre mostrato un’azione protettiva contro i danni al DNA, riducendo i livelli del proteasoma 20S. I risultati del profilo di espressione dei miRNA hanno mostrato un’espressione differenziale dei miRNA nelle cellule del cancro al colon e, inoltre, i miRNA maggiormente sovraregolati sono risultati coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare, della proliferazione e della trascrizione.

I dati rilevati nello studio in oggetto suggeriscono che il trattamento con quercetina inibisce la proliferazione cellulare nelle cellule del cancro al colon regolando l’espressione delle proteine ​​anti-invecchiamento e forniscono una migliore comprensione del potenziale utilizzo della quercetina nel trattamento del CCR.

Conclusioni e prospettive future

I risultati di questo studio dimostrano che l’assunzione di quercetina potrebbe avere un ruolo significativo nell’aumentare l’apoptosi, nell’inibire le metastasi e nella regolazione del ciclo cellulare dele cellule del CCR.

La quercetina è in grado di modulare anche l’espressione dei geni anti-invecchiamento SIRT-6 e Klotho per inibire la proliferazione delle cellule tumorali.

Il profilo di espressione dei miRNA e l’analisi di arricchimento funzionale hanno fornito diversi bersagli molecolari che potrebbero regolare attivamente la proliferazione cellulare, l’apoptosi e la senescenza cellulare.

Oltre a tutto ciò, l’inibizione dell’attività della telomerasi che porta all’accorciamento della lunghezza dei telomeri apre una strada interessante per la futura progettazione di nuove terapie per il CCR.

Pertanto, un regime terapeutico combinato che utilizzi la quercetina, magari in formulazioni ad elevato tasso di assorbimento intestinale, insieme a modificatori epigenetici aggiunti ai farmaci chemioterapici esistenti, potrebbe aiutare a gestire la progressione della malattia del CCR e a ridurre gli effetti collaterali dei farmaci chemioterapici.

meloff