Melissa officinalis: valutazione della sua efficacia antitumorale in vitro
Melissa officinalis L. è nota per la sua ampia gamma di effetti terapeutici (ad esempio, sedativi, antimicrobici, spasmolitici, antiossidanti), determinati dai suoi costituenti biologicamente attivi come flavonoidi, composti polifenolici, triterpeni, sesquiterpeni e tannini. Inoltre, diversi studi confermano che gli estratti di M. officinalis esercitano una forte attività antiproliferativa su diversi tipi di cancro.
Lo studio “In Vitro Pharmaco-Toxicological Characterization of Melissa officinalis Total Extract Using Oral, Pharynx and Colorectal Carcinoma Cell Lines” ha valutato il profilo farmacologico dell’estratto etanolico totale di M. officinalis (MOte) ottenuto dalle foglie come potenziale alternativa per la profilassi del carcinoma orale, faringeo e colorettale.
Melissa: analisi molecolare dei potenziali attivi
Diversi acidi fenolici, sia derivati dell’acido benzoico che dell’acido cinnamico, sono stati identificati negli estratti di Melissa officinalis e nella maggior parte dei campioni analizzati; il composto predominante era sempre l’acido rosmarinico, mentre l’apigenina era la molecola a concentrazione più bassa. Le condizioni agronomiche e le metodiche di estrazione degli attivi rappresentano un fattore associato alle variazioni nella composizione fenolica e nella capacità antiossidante, ma è generalmente accettato che l’acido rosmarinico sia il composto predominante in tutte le varietà di Melissa officinalis estratte con miscele di H20/etanolo.
Melissa: attività rilevate nell’estratto
Lo studio mirava a determinare gli effetti indotti da un estratto totale di Melissa officinalis su diversi processi biologici, ovvero vitalità cellulare, angiogenesi e crescita microbica, associati allo sviluppo del carcinoma squamocellulare della lingua e della faringe e dell’adenocarcinoma del colon-retto.
L’ipotesi principale si basava sul profilo farmacologico del MOte, considerato un potenziale candidato per la profilassi di questi tipi di cancro, in quanto sopprime la proliferazione cellulare e l’angiogenesi, oltre ad agire come agente antiossidante e antimicrobico.
Attività antiossidante dell’estratto di Melissa
La capacità antiossidante degli estratti di M. officinalis è direttamente correlata alla sua composizione chimica. Le quantità significative di composti fenolici rilevate nella composizione della pianta sono note per il loro ruolo nella rimozione dei radicali liberi e contribuiscono all’effetto antiossidante.
Il ruolo dello stress ossidativo in vari processi patologici, inclusa la carcinogenesi, è stato ben documentato. Inoltre, gli antiossidanti si sono dimostrati utili nella profilassi e nel trattamento del cancro.
Nel presente studio, il MOte ha mostrato valori elevati di attività antiossidante, misurata mediante DPPH, indicandone un’importante potenzialità come scavenger di radicali liberi.
Attività antimicrobica dell’estratto di Melissa
Il MOte ha esercitato un’attività antimicrobica contro tutti i microrganismi testati, in modo dipendente dalla concentrazione e dal tipo.
Nel caso dei batteri Gram-positivi, l’attività più elevata è stata osservata contro Staphilococcus aureus alla concentrazione di 50 µg/ml, mentre nel caso dei batteri Gram-negativi, il ceppo più suscettibile è stato Klebsiella pneumoniae, alla stessa concentrazione.
Invece, l’attività contro lo sviluppo di alcune specie di Candida non è stata così forte come l’effetto antimicrobico.
Attività antiproliferativa dell’estratto di Melissa
Considerando che la proliferazione anomala è un processo importante nella carcinogenesi, in questo studio è stata verificata l’influenza del MOte sulla vitalità di quattro linee cellulari tumorali, che coprono le neoplasie orali, faringee e colorettali: SCC-4 (carcinoma squamocellulare della lingua), FaDu (carcinoma squamocellulare della faringe), HT-29 e Caco-2 (adenocarcinomi colorettali).
I risultati hanno rivelato una diminuzione dose-dipendente della vitalità di tutte le linee cellulari tumorali testate a 24 e 48 ore, con la risposta delle cellule tumorali al trattamento con MOte dipendente anche dal tipo cellulare: FaDu > SCC-4 > HT-29 > Caco-2, con la diminuzione più significativa registrata alla massima concentrazione testata (100 µg/mL).
Un altro processo analizzato è stata l’angiogenesi, necessaria per la progressione dei tumori, poiché la sopravvivenza e la proliferazione delle cellule maligne dipendono fortemente dall’ossigeno e dai nutrienti forniti dai vasi sanguigni circostanti.
Il test della membrana corioallantoidea ha rivelato effetti dipendenti dalla concentrazione del MOte sul processo di formazione dei vasi; dopo 24 ore di trattamento con concentrazioni di 25, 50, 100 µg/mL, è stata osservata una formazione alterata di nuovi capillari e un numero ridotto di vasi sanguigni in modo dose-correlato.
Conclusioni e prospettive future
I risultati dello studio forniscono prove coerenti che l’estratto totale di foglie di Melissa officinalis esercita effetti antiossidanti, antimicrobici, antiangiogenici e citotossici come potenziale agente per la chemioprevenzione dei tumori della lingua, della faringe e del colon-retto. T
uttavia, sono necessari ulteriori studi, ovvero studi clinici in vivo, per confermarne l’utilità nella prevenzione dell’evoluzione di neoplasie orali, faringee e del colon-retto.
