Bifidobacterium animalis lactis BB-12: il batterio in grado di contrastare i virus a livello intestinale

Le infezioni virali del tratto gastrointestinale rappresentano una delle principali cause di morbilità a livello mondiale, in particolare nelle popolazioni vulnerabili.

Oltre ai patogeni enterici classici, l’intestino è sempre più riconosciuto come un sito di replicazione per virus tipicamente associati ad altri sistemi d’organo, come il virus dell’influenza A e il SARS-CoV-2.

Le evidenze cliniche di sintomi gastrointestinali nei pazienti con virus dell’influenza A, unite alla rilevazione di RNA virale nelle feci, suggeriscono che l’intestino umano funga da serbatoio e sito di replicazione, un fenomeno spesso descritto all’interno del quadro “asse intestino-polmone”.

L’articolo Bifidobacterium animalis subsp. lactis BB-12 Primes Epithelial Antiviral Defenses and Restricts Influenza A Virus Replication in Human Intestinal Organoid-Derived Monolayers ipotizza e indaga come la somministrazione di probiotici, quale il ceppo Bifidobacterium animalis subsp. lactis BB-12, attivi una risposta antivirale diretta e indiretta (stimolando l’immunità mucosale), limitando così la successiva replicazione virale.

Come i probiotici sostengono un’attività antivirale?

I probiotici sono microrganismi vivi che conferiscono benefici per la salute e sono emersi come promettenti

modulatori dell’immunità mucosale, con evidenze in vivo di attività antivirale. I meccanismi proposti che guidano questi effetti antivirali sono molteplici. I batteri probiotici possono agire direttamente mediante un antagonismo virale diretto, ovvero tramite esclusione competitiva per siti di adesione epiteliali, o possono secernere metaboliti virucidi (come batteriocine e acidi organici). Inoltre, i batteri possono mettere in atto meccanismi antivirali indiretti quali una comunicazione incrociata con il sistema immunitario dell’ospite, incluso il potenziamento delle IgA secretorie, l’attivazione delle cellule natural killer (NK) e delle cellule T.

BB-12 sui sintomi intestinali da virus influenzale A

Lo studio chiarisce il ruolo dell’intestino come sito di replicazione dell’influenza A: sebbene tipicamente considerato un patogeno respiratorio, infatti, le evidenze cliniche di sintomi gastrointestinali (es. diarrea) e di espulsione virale fecale nei pazienti influenzati suggeriscono un tropismo intestinale sottovalutato.

In questo contesto emerge l’opportunità di impiegare il ceppo probiotico B. animalis lactis BB-12 in grado di limitare la replicazione virale e potenziare la risposta immunitaria mucosale.

Nello specifico lo studio evidenzia la maggiore attività antivirale intestinale del ceppo B. animalis lactis BB-12 rispetto ad un altro probiotico ovvero il L. rhamnosus GG. Riporta infatti che il ceppo BB-12 stimola la mucosa intestinale aumentando l’espressione di enzimi chiave nella risposta immunitaria innata antivirale quale, ad esempio, OAS1. In questo modo il ceppo BB-12 è associato a un aumento del “set-point antivirale” epiteliale e funge da priming profilattico in grado di potenziare la risposta antivirale.

Questa risposta differenziale è probabilmente dovuta a specifici componenti presenti sulla parete batterica del BB-12. Ne emerge quindi che il priming antivirale sembra essere una proprietà dipendente dal ceppo piuttosto che una caratteristica universale di tutti i probiotici, supportando il concetto di “probiotici di precisione” adattati a una specifica patologia o problematica.  

Infine, lo studio riporta l’eccellente profilo di sicurezza dimostrato dal BB-12 in studi clinici, inclusi quelli pediatrici e quelli condotti su popolazioni immunocompromesse. Per questo motivo gli autori suggeriscono che il BB-12 potrebbe essere impiegato come intervento profilattico per aumentare il “punto di regolazione antivirale” in popolazioni vulnerabili (ad esempio, anziani o immunodepressi), mitigando la gravità di gastroenteriti virali o di virus respiratori con tropismo intestinale.

iNatal PED