Bifidobacterium breve e bifidum: la benzina per garantire un’elevata risposta anticorpale ai vaccini
Una recente review pubblicata nell’aprile 2025 sulla rivista Nature, Bifidobacteria support optimal infant vaccine responses, indaga le ragioni per cui le risposte immunitarie presentano una sostanziale variazione interindividuale e sono frequentemente non ottimali nelle popolazioni a maggior rischio di contrarre malattie infettive.
Le prove indicano sempre più che il microbiota intestinale è un fattore importante e mirabile che può, almeno in parte, spiegare queste differenze interindividuali nel sistema immunitario e, di conseguenza, nelle risposte alle vaccinazioni.
A testimonianza del ruolo chiave rappresentato dal microbiota, la letteratura scientifica riporta che l’esposizione agli antibiotici può portare a una compromissione delle risposte anticorpali al vaccino.
Disegno dello studio
Lo studio osservazionale prospettico ha arruolato 191 neonati sani, nati per via vaginale, a termine e li ha monitorati dalla nascita ai 15 mesi per valutare gli effetti di esposizione agli antibiotici sulle risposte immunitarie alla vaccinazione. I neonati sono infatti stati suddivisi in non esposti ad antibiotici (no-ABX, n = 80) o esposti ad antibiotici (ABX, n = 111).
Risultati dello studio
L’esposizione cumulativa agli antibiotici durante il primo anno di vita è stata anche associata a una ridotta risposta al vaccino a 12 mesi.
Rispetto ai neonati No-ABX, infatti, i neonati esposti a qualsiasi antibiotico prima della prima dose del vaccino hanno ridotto significativamente (p < 0,05) i titoli di IgG all’età di 7 mesi. Inoltre i neonati No-ABX presentavno un’elevata abbondanza di specie di Bifidobacterium, in particolare Bifidobacterium breve, ma anche Bifidobacterium longum, Bifidobacterium bifidum e Bifidobacterium infantis.
Al contrario, nei neonati ABX, numerosi taxa, tra cui Enterobacter, Klebsiella, Haemophilus, Citrobacter e Streptococcus, sono significativamente più abbondanti mentre la quota di Bifidobacterium risulta significativamente più bassa.
Questi dati indicano che l’esposizione agli antibiotici può ostacolare la colonizzazione e/o la crescita dei Bifidobacterium e tale impatto può successivamente influire sulle risposte ottimali ai vaccini.
Conclusioni
In conclusione, i risultati dello studio indicano che il ripristino di un microbiota ricco di Bifidobacterium e, in particolare delle specie breve e longum, nei neonati esposti agli antibiotici, prima della vaccinazione, può portare a un aumento delle risposte anticorpali alla vaccinazione e, di conseguenza, ad una maggiore protezione contro le malattie infettive.
Per questi motivi la somministrazione di probiotici contenenti bifidobatteri ai neonati esposti a antibiotici neonatali può costituire un intervento economico e sicuro per migliorare le risposte alle vaccinazioni.
