Bifidobacterium breve PRL2020® evita la disbiosi causata da amoxicillina o amoxicillina-clavulanato
Lo studio Bifidobacterium breve PRL2020 mitigates antibiotic-induced gut symptoms and dysbiosis in children treated with amoxicillin or amoxicillin-clavulanate, pubblicato sulla rivista International Microbiology, evidenzia l’unicità del ceppo B. breve PRL2020® nell’evitare la disbiosi causata dal trattamento con amoxicillina o amoxicillina-clavulanato e i sintomi intestinali ad essa correlati.
Tra le conseguenze più comuni della disbiosi indotta da amoxicillina o amoxicillina-clavulanato vi è sicuramente la diarrea dovuta proprio a una forte riduzione dei bifidobatteri.
I bifidobatteri sono un genere fondamentale per l’eubiosi intestinale, tuttavia, sono estremamente sensibili agli antibiotici e la loro somministrazione concomitante ad essi è probabilmente inefficace nel preservare l’eubiosi. La drastica riduzione dei bifidobatteri determina altre conseguenze cliniche molto importanti quali, ad esempio, una risposta immunitaria ridotta, specialmente ai vaccini e un aumento del rischio di atopie.
Questo è il primo studio in cui si è valutato l’effetto eubiotico sulla composizione del microbiota intestinale di un probiotico somministrato contemporaneamente all’amoxicillina o all’ amoxicillina-clavulanato, grazie alla sua specifica capacità di sopravvivere a tale terapia antibiotica.
Disegno dello studio
Lo studio multicentrico, randomizzato, controllato ha testato la tollerabilità e l’efficacia del ceppo B. breve PRL2020®, contenuto nel probiotico Brevicillin®, quando co-somministrato a bambini tra i 3 e i 12 anni sottoposti a terapia con amoxicillina o amoxicillina-clavulanato. Sono stati arruolati 121 bambini sottoposti a terapia antibiotica con amoxicillina o amoxicillina-clavulanato (2 o 3 dosi al giorno per 7 o 10 giorni, secondo la prescrizione medica) e sono stati randomizzati in due gruppi:
- 71 bambini, oltre all’antibiotico, hanno assunto due dosi al giorno del probiotico contenente breve PRL2020. Ogni dose di probiotico conteneva 20 miliardi di cellule vive;
- 50 bambini hanno assunto la sola terapia antibiotica.
Risultati dello studio
La valutazione della composizione del microbiota intestinale ad inizio e fine terapia ha evidenziato che il trattamento antibiotico ha determinato un drastico aumento dei proteobatteri pro-infiammatori e una riduzione degli Actinobacteria (phylum a cui appartengono i bifidobatteri anti-infiammatori).
In particolare, il genere dei bifidobatteri si è ridotto del 43% nel gruppo dei controlli mentre è aumentato (+6%) nel gruppo dei trattati con Brevicillin®.
Il probiotico, quindi, non solo ha preservato la quota dei bifidobatteri ma addirittura è andato ad accrescerla.
Ancor più nello specifico, la specie B. breve è aumentata del + 850% in modo altamente significativo nei soggetti trattati (p < 0,05) con il B. breve PRL2020. Tale risultato permette di osservare che il ceppo PRL2020® non solo è in grado di sopravvivere alla terapia con amoxicillina o amoxicillina-clavulanato ma che è anche in grado di colonizzare e proliferare a livello colonico.
Unicità del B. breve PRL2020
PRL2020® è un ceppo insensibile all’amoxicillina (MIC= 64 μg/mL), anche quando complessata con acido clavulanico (MIC= 32 μg/mL), e questa resistenza non è trasferibile e quindi altamente sicura.
La co-somministrazione del probiotico Brevicillin® all’amoxicillina o amoxicillina-clavulanato rappresenta una soluzione terapeutica concreta ed efficace nei bambini trattati con tali antibiotici per evitare la disbiosi intestinale e tutte le conseguenze cliniche ad essa correlate.
