Quando la sicurezza incontra l’efficacia: estratto di C. racemosa utile anche nella sindrome climaterica iatrogena

Nelle donne con carcinoma mammario ormono-responsivo sensibile agli estrogeni (ER+), il trattamento farmacologico post-chirurgico o post-chemioterapico (come il tamoxifene) mira a ridurre il rischio di recidive legato alla stimolazione degli estrogeni circolanti.

La sintomatologia climaterica iatrogena che ne consegue è spesso invalidante e va attenzionata con un trattamento che non sia in grado di stimolare i recettori estrogenici mammari.

Lo studio osservazionale, farmaco-epidemiologico, retrospettivo, di coorte Isopropanolic black cohosh extract and recurrence-free survival after breast cancer ha come obiettivo la valutazione dell’incidenza dell’estratto di Cimicifuga racemosa (iCR), nutraceutico noto da lungo tempo per l’azione di contrasto verso i sintomi climaterici e non contenente fitoestrogeni, sulla sopravvivenza senza recidive delle pazienti dopo tumore al seno, anche di tipo estrogeno-dipendente.

Metodologia sistematica seguita dai ricercatori e risultati clinici

Lo studio, che ha preso in considerazione più di 18 mila pazienti con storia di tumore al seno estrogeno positivo, per valutarne l’incidenza sulla sopravvivenza libera da recidive nel periodo di osservazione, di cui 17.759 come controllo non trattate con iCR ma con vari farmaci anti-recidivanti (di cui 4.262 con tamoxifene), 793 pazienti trattate con solo iCR e 309 con iCR+tamoxifene.

Dai confronti è emerso che, a parità di tempo dalla diagnosi iniziale, le donne in terapia con solo iCR presentano un numero minore di recidive, in media dopo 6,5 anni, mentre nel gruppo controllo il 14% delle donne ha recidive dopo 2 anni.

Sempre a parità di tempo dalla diagnosi iniziale, le donne in terapia con iCR+tamoxifene hanno un numero minore di recidive rispetto al gruppo che utilizza il solo tamoxifene, e una maggior protezione dal rischio di recidive.

In più, inibendo la steroide solfatasi, iCR è in grado di sinergizzare efficacemente con il tamoxifene.

Tutte queste evidenze denotano la positiva influenza di iCR sulla sopravvivenza libera da recidive, l’effetto protettivo sul rischio di recidive nelle donne che assumono tamoxifene nel post-trattamento per un tumore alla mammella estrogeno-positivo e la capacità di migliorare la sintomatologia e la qualità di vita della paziente con climaterio iatrogeno.

Risultati clinici e profilo di sicurezza

A conferma dell’assenza di attività fitoestrogenica sui recettori ER-α ed ER-β, e dell’elevato profilo di sicurezza, nell’articolo Comparison of hormonal activity (estrogen, androgen and progestin) of standardized plant extracts for large scale use in hormone replacement therapy, iCR è stato confrontato con altri 14 prodotti in commercio per il trattamento della sindrome climaterica, ed è risultato l’unico a non presentare un’attività simil-estrogenica, a differenza degli estratti di soia e trifoglio rosso (fitoestrogeni) o del tibolone, e dunque utilizzabile con sicurezza sia nelle donne in menopausa fisiologica che in quelle con controindicazioni all’HRT, sia a maggior rischio oncologico o in corso di trattamento antitumorale.

Per concludere dunque, con il suo rilevante profilo di sicurezza, sia in generale che negli organi sensibili agli estrogeni, iCR può essere utilizzato anche nelle pazienti con malattie ormono-dipendenti che soffrono di sintomi climaterici iatrogeni.