ONCOLOGIA

Il Clostridium butyricum CBM588 può favorire l’attività degli antitumorali?

Studio pubblicato su Cancer Immunology Research illustra come la terapia probiotica con il ceppo C. butyricum CBM 588, produttore di butirrato, migliori la ridotta efficacia degli inibitori del checkpoint immunitario (ICI) nei pazienti con carcinoma polmonare avanzato non a piccole cellule (NSCLC) trattati con antibiotici: sopravvivenza senza progressione (PFS) e sopravvivenza globale (OS) più lunghe rispetto a nessuna assunzione probiotica.

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La curcumina nella gestione dei dolori articolari da inibitori dell’aromatasi

Ormai nota è l’efficacia clinica della curcumina nel ridurre il dolore articolare causato dalla progressiva deprivazione estrogenica che caratterizza le pazienti in trattamento con terapie adiuvanti per tumore al seno.
Studio italiano dimostra come Algocur® sia ideale per il dolore articolare acuto o cronico derivante da carenza estrogenica, sia in monoterapia che come terapia additiva.

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La curcumina come potenziante dei chemioterapici nel cancro al seno

Review del 2022 evidenzia le capacità della curcumina nel migliorare l’efficacia degli agenti antitumorali convenzionali attraverso l’inversione della chemio-resistenza, nella sensibilizzazione ai farmaci delle cellule cancerose mammarie e nel consentire una significativa riduzione della dose dei chemioterapici analizzati, riducendone quindi anche gli effetti collaterali.

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Ridurre i sintomi climaterici senza aumentare i rischi di recidive in donne operate di K-mammario

Un ampio studio retrospettivo osservazionale e farmacoepidemiologico evidenzia come l’aggiunta dell’estratto isopropanolico di Cimicifuga racemosa (iCR) al tamoxifene allunghi la sopravvivenza libera da recidive e migliori il controllo della sintomatologia climaterica in donne che assumono il farmaco nel post-trattamento per tumore alla mammella estrogeno-positivo.

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Berberina un potente chemiosensibilizzante e chemioprotettore

Una recentissima review dimostra chiaramente come la berberina sia la molecola ideale per invertire la resistenza alla terapia indotta dalle cellule tumorali stesse, dalla radioterapia e dagli agenti chemioterapici.
La berberina agisce contro molti tipi di cellule tumorali chemio/radioresistenti e le sensibilizza al trattamento anticancro mostrando un enorme potenziale in add-on therapy ai farmaci ed ai trattamenti antitumorali.

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Perché oncologi e ginecologi dovrebbero preoccuparsi del BMI e dell’ipercolesterolemia?

Dopo la menopausa un BMI elevato risulta correlato all’aumento del rischio di cancro al seno e l’obesità sembra un fattore di rischio specialmente per l’insorgenza del tumore mammario estrogeno-positivo.
Anche le concentrazioni lipidiche sieriche sono associate al rischio di K mammario, a prescindere dal BMI e dallo stato della sensibilità agli estrogeni del tumore.

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Perché oncologi e ginecologi dovrebbero preoccuparsi dell’insulino-resistenza?

L’insulino-resistenza (IR) è un altro fattore di rischio per il cancro al seno. Quando è associata alla sindrome metabolica aumenta l’angiogenesi delle cellule tumorali creando un microambiente favorevole alla crescita del cancro.
La riduzione anche di un singolo parametro fra circonferenza vita, iperglicemia, IR e ipercolesterolemia è fortemente associata ad un minor rischio tumorale.

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Il microbiota intestinale può influenzare il cancro al seno?

La disbiosi intestinale può essere considerata come un ulteriore fattore di rischio nello sviluppo del cancro al seno e nella resistenza alle terapie antitumorali.
Capire i possibili meccanismi che legano la composizione batterica intestinale e la progressione e lo sviluppo delle cellule tumorali del seno, può rappresentare un vantaggio per l’utilizzo di probiotici, prebiotici e integratori capaci di intervenire nella disbiosi e coadiuvare così le principali terapie antitumorali.

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Estratto di Greenselect Fitosoma®: effetto antiproliferativo sul tessuto tumorale mammario

I dati epidemiologici supportano la tesi che l’assunzione di tè verde sia associata ad un minore di rischio di K mammario. L’effetto di un particolare estratto di tè verde complessato in lecitina, Greenselect Fitosoma®, per solo 4 settimane prima dell’intervento chirurgico per tumore al seno, riduce la proliferazione cellulare nella mammella malata delle donne trattate, con un aumento del testosterone sierico come indice inibitorio dell’attività sul recettore estrogenico.

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