B. bifidum PRL2010: nuovo studio sulla capacità di colonizzare e persistere nell’intestino

Numerose ricerche scientifiche evidenziano come i bifidobatteri siano i principali responsabili dell’eubiosi neonatale, coinvolti nel corretto sviluppo della risposta immunitaria e nel mantenimento dell’integrità della barriera intestinale. Tali proprietà sono dovute alla capacità di alcuni ceppi di bifidobatteri di colonizzare e persistere nell’ambiente intestinale.

Il recente studio, pubblicato su Microbial Biotechnology, GH136-econding gene (perB) is involved in gut colonization and persistence by Bifidobacterium bifidum PRL2010, indaga il coinvolgimento del gene perB nel conferire al B.bifidum PRL2010, contenuto in Bactopral®, la sua capacità di degradare la mucina e, quindi, di colonizzare e persistere nell’ambiente intestinale.

Studio in vitro: adesione e proliferazione del PRL2010 in presenza di mucina

Le analisi condotte in vitro confrontano l’adesione e la crescita del B. bifidum PRL2010 con un ceppo di B. bifidum PRL2010 mutato, ovvero privato del gene perB, su un terreno di coltura con sola mucina come substrato nutritizio.

Il saggio evidenzia un indice di adesione migliore per il ceppo che esprime il gene perB, che quindi risulta implicato nella capacità di adesione alla parete intestinale. Inoltre, è stata osservata una maggior proliferazione del B. bifidum PRL2010, rispetto al ceppo mutato.

Questo risultato permette di ipotizzare un coinvolgimento del gene perB nella degradazione della mucina presente sulla parete intestinale.

Studio murino in vivo: colonizzazione e persistenza del PRL2010 nell’intestino

Lo studio in vivo, su modello murino, valuta le capacità di aderire, proliferare e persistere del B. bifidum PRL2010 e del ceppo mutato, in un ambiente complesso quale quello intestinale.

Nello studio sono stati trattati 20 topi, per 2 settimane:

  • 10 con il bifidum PRL2010
  • 10 con il ceppo bidifum PRL2010 privato del gene perB.

Le analisi dei campioni fecali sono state condotte a fine trattamento e dopo 1 settimana di wash out e, in entrambi i casi, hanno rilevato un’aumentata presenza del B. bifidum PRL2010 rispetto al ceppo mutato.

Tali risultati evidenziano come, in un tempo prolungato, il ceppo che esprime il gene perB presenti una colonizzazione più efficiente e una maggior capacità di persistere nell’intestino.

Conclusioni

Lo studio conferma l’efficacia del Bifidobacterium bifidum PRL2010, contenuto in Bactopral®, nel degradare i glicani della mucina presenti nell’intestino del neonato e, per questo, riesce a crescere anche in assenza degli HMO del latte materno.

Bactopral ®, somministrato al bambino con disbiosi neonatale, è in grado di ripristinare la carenza di bifidobatteri, grazie alla sua capacità di aderire, colonizzare e persistere nell’ambiente intestinale, riducendo il rischio, a breve e a lungo termine, di sviluppare dermatiti atopiche, allergie e disturbi metabolici.

bactopral